HATHA YOGA

Il testo più importante dello Hatha Yoga è lo scritto di Svatmarama,ritenuto in grande considerazione dagli studiosi,e da coloro che praticano lo Yoga.L’autore pone l’attenzione sulle pratiche yogiche nelle quali si detiene grande importanza all’aspetto fisico.Secondo Svatmarama non ritiene che ci siano differenze sostanziali tra lo Hatha e il Raja Yoga,ma pone l’accento sulla reciproca dipendenza.Questa opera è divenuta fonte di ispirazione per molti autori successivi ad esempio ricordiamo lo Yogacintamani,lo Hatharatnavali,lo Hathasanketacandrika…Svatmarama compone una sintesi di due tradizioni dello Hatha Yoga :quella del Muni e quella degli Yoghi.Secondo questo studio tutte le impurità delle Nadi possono essere rimosse con le tecniche di PRANAYAMA.Egli afferma che i Satkriya,i sei procedimenti di purificazione,non sono obbligatori per tutti.Dovranno essere praticati da chi soffre di eccesso di Meda,di Slema(grasso,flegma,catarro…)

Svatrama non include gli Yama e Niyama fra gli Yogangas(parti dello Yoga),ma ne accetta il valore preparatorio nel sentiero delle pratiche Yoga.Egli segue una tradizione diversa da quella di Patanjali.

YAMA

Non adirarsi

Rispettare i propri Maestri spirituali

Possedere purezza interiore ed esteriore

Essere moderati nel mangiare e nel bere

Non essere licenziosi

NIYAMA

Non uccidere

Non rubare

Non mentire

Non eccedere (essere contenti)

Non adulare

IL COMPIMENTO DI QUESTI DIECI COMANDAMENTI E’ VIRTU’

SAMKHYA KARICA

Dalla quarta lezione,dell’opera,si tratta del Raja Yoga,poichè egli considera le due discipline indipendenti l’una dall’altra.Quando un allievo si mette sul sentiero dello Yoga egli comincia a fare con il suo corpo delle cose che possono anche non avere una controparte mentale e spirituale che sia percettibile alla sua introspezione.Assai presto egli dovrà introdurre gradatamente quella dimensione mentale e spirituale che è propria dello Yoga.In questo modo possiamo parlare di continuità Yogica,che inizia con la parte rappresentata dal fisico e termina con esperienze spirituali.

LE ASANA SONO I PRIMI GRADINI

Oggi giorno le pratiche di Asana e pranayama le possiamo trovare in tante “palestre”ma il loro valore autentico,il vero scopo dello Yoga è poter arrivare fino al mentale e allo spirituale:questo è YOGA.

L’ autore sostiene l’identità dell’Anima Individuale con l’Anima Universale.Ma tale identità non può essere riconosciuta fin tanto che la mente è in movimento.

Il testo è di fondamentale importanza ma forse Svatmarama non ha saputo definire alcuni dei suoi termini quali Hathayoga e Rajayoga,Kundalini,Nada.Tuttavia si percepisce chiaramente che secondo lui Hatha e Raja sono i due aspetti di una medesima disciplina.

IL TERMINE HATHA E’ USATO PER INDICARE L’ASPETTO FISICO,IL TERMINE RAJA E’ USATO PER INDICARE ESPERIENZE SPIRITUALI NELLE QUALI PREDOMINA L’ASPETTO MENTALE.

HATHAPRADIPIKA

Un altro autore importante è il Saggio Gheranda,che visse molti secoli fa,lasciando questo grande trattato di Hatha Yoga.Il maestro indica una serie di tecniche finalizzate al risveglio di Kundalini l’energia latente nell’uomo.Questo risveglio porterebbe all’illuminazione spirituale.Ma la strada da compiere non è facile.L’aspirante yogin dovrà sottoporsi ad una intensa sadana (pratica) sotto la supervisione di un Guru.

La forma di Yoga è composta da 7 anga (o parti),assenti Yama e Niyama,poichè è sottinteso avere una certa moralità ed equilibrio mentale.Anche qui ci sono dei Shatkarma (o purificazioni) per liberare il corpo da eccesso di muco,grasso,bile…Compito dello yogin è mantenere il corpo pulito,sano,in perfetta forma.Queste purificazioni sono definiti KRIYA.Secondo stadio di preparazione sono le ASANA(posizioni) circa 8.400.00,e ricordano la vasta gamma di forme esistenti nella creazione.Dopo ASANA segue PRANAYAMA,MANTRA,DHYANA o MEDITAZIONE,SAMADHI.

La pratica di ASANA è utilizzata per disidentificarsi dal corpo,per ampliare lo stato di coscienza;i MUDRA sono tecniche di rivitalizzazione e stimolazione dei vari plessi nervosi,ghiandole endocrine e organi interni;il PRANAYAMA sono tecniche per lavorare con l’energia nervosa,risvegliando,ed incanalando l’energia latente in noi.Durante la pratica di Pranayama,il maestro assegnerà al Sadaka(allievo)il MANTRA da ripetere,il punto su cui concentrare la mente.DHYANA O MEDITAZIONE è il sesto stadio.SAMADHY si raggiunge l’Esistenza Incondizionata,la Consapevolezza Infinita,la Beatitudine Assoluta.

RIMANE SOLO IL SE’ CHE PERCEPISCE SE STESSO PER MEZZO DI SE STESSO

SAT CHIT ANANDA CONSAPEVOLEZZA E BEATITUDINE ASSOLUTA

GHERANDA SAMHITA

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