Il diaframma,illustre sconosciuto

Il diaframma,lamina muscolo-tendinea,separa il torace dall’addome ed è il principale organo della respirazione.

Esso è collocato tra torace e addome.Il suo movimento è come quello di uno stantuffo : si abbassa durante l’inspirazione e si solleva durante l’espirazione.Da solo assicura il movimento respiratorio fondamentale;nella respirazione di piccola ampiezza è coadiuvato dai muscoli intercostali,mentre nella respirazione di grande ampiezza la sua azione è supportata dai muscoli toracici e da quelli addominali.

Il diaframma non solo funziona come una pompa che sostiene le nostre funzioni vitali,è anche fondamentale per la circolazione e durante la digestione : durante le ventiquattrore,infatti,il diaframma movimenta una quantità di sangue quattro volte superiore a quella del cuore.In particolare il suo movimento provvede alla rimozione delle stasi circolatorie della cavità addominale,del piccolo bacino (pelvi) e degli arti inferiori.

E’ interessante chiedersi come mai la respirazione,funzione naturale che avviene indipendentemente dalla nostra volontà,non si svolga in maniera ottimale ma sia invece,nella maggior parte di noi,alquanto carente.Questo avviene perchè noi non utilizziamo neanche un sesto della nostra capacità respiratoria ; è un po come se la nostra auto funzionasse a due cilindri anzichè quattro.Ci stupiremmo delle sue ridotte prestazioni? No di certo.Eppure pretendiamo che il nostro insieme psico-fisico sia sempre al meglio,anche se le nostre cellule sono ossigenate solo il minimo indispensabile.

Dunque come avviene che dalla respirazione ampia,piena libera del neonato,si arrivi,nell’età adulta,a una condizione così ristretta,da essere considerato come uno stato paragonabile a quello di malattia?

I polmoni sono contenitori passivi.Ciascun polmone  è avvolto dalle pleure,due membrane di cui una,quella interna,è a contatto col tessuto polmonare e l’altra,quella esterna con la gabbia toracica.Senza entrare in particolari anatomici,diciamo che ogni movimento della gabbia toracica provoca un movimento dei polmoni.Durante l’inspirazione il diaframma si abbassa mentre i muscoli intercostali allargano la cassa toracica.L’inspirazione è dunque un movimento attivo.L’espirazione è causata nel corso della respirazione dall’azione del tessuto polmonare che essendo elastico ha la tendenza a ritornare allo stato originario dopo la sua estensione,avvenuta durante l’inspirazione.A questo si aggiunge il movimento di ritorno,cioè di abbassamento del torace,dovuto semplicemente alla forza di gravità che fa ricadere la gabbia toracica per effetto del suo stesso peso.L’espirazione è quindi un movimento passivo.Nell’inspirazione profonda entrano in gioco i muscoli addominali,che si contraggono per consentire al diaframma di risalire il più in alto possibile.

LE CAUSE DI UNA RESPIRAZIONE RIDOTTA,OVVERO CONTRATTA.

Dal momento della nascita il nostro essere subisce costantemente delle modificazioni.Il neonato deve iniziare a fare i conti con la realtà esterna : egli non è più un tutt’uno con l’organismo della madre che gli forniva costantemente tutto ciò di cui aveva bisogno.Adesso capita che le sue esigenze non vengano immediatamente soddisfatte,ma che ci siano anzi tempi d’attesa.In questi momenti il neonato fa la conoscenza con due emozioni che non lo abbandoneranno mai :insicurezza e la paura.Così in maggiore o minore misura a seconda delle nostre esperienze infantili,ogni volta che siamo frustati per qualcosa sperimentiamo nuovamente quelle antiche paure,che nel corpo si esprimono nuovamente quelle antiche paure che nel corpo si esprimono con contrazioni muscolari di “difesa”.Queste contrazioni che diventano croniche,interessano i muscoli del tronco,quindi proprio quelli impegnati nell’attività respiratoria : col passare degli anni le spalle sono sempre più contratte,il dorso si irrigidisce e la colonna vertebrale perde gran parte della sua mobilità mentre il diaframma si fissa nella sua escursione minima.

 

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Informazioni su giadaribaniyoga

Insegnante di Yoga
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